Foro competente

venerdì, 9 gennaio, 2009
By Giulio Z.

Nei contratti d’appalto, la clausola foro competente è sempre un’incognita per l’utente, spieghiamo la clausola nello specifico.

In Italia vige il principio generale per il quale in un contratto si può scegliere quale giudice avrà la competenza di dirimere un’eventuale controversia insorta tra le parti (art. 28 c.p.c.), ma vi sono delle eccezioni. Tra queste, alcune si ispirano proprio alla preoccupazione che uno dei due contraenti sia ritenuto “debole”.

Nel caso del contratto d’appalto per lavori di ristrutturazione, quando l’impresa è una società di persone in cui l’attività risulti prevalente, è affetta da nullità la clausola contrattuale con cui viene derogata la competenza del tribunale del luogo ove ha il proprio domicilio l’impresa edile.

Tale nullità è insanabile per contrarietà ad una norma imperativa di legge. Opera inoltre il meccanismo dell’integrazione automatica previsto dall’art. 1419, comma 2°, c.c. Quindi, se nel contratto con un’impresa edile si inserisce una clausola attributiva della competenza a favore del giudice del luogo ove ha sede il preponente, il contratto rimane valido, ma tale clausola deve considerarsi cassata e sostituita dalla corrispondente norma di legge.

Condividi Articolo:
  • Facebook
  • Twitter

Tags: , ,

3 Commenti da “Foro competente”

  1. ti ho risposto suula mail privata

    #403
  2. fabiano

    a proposito di contratti d’appalto e la clausola foro competente …dopo posso trovare la normativa completa che tutela la parte più debole..(come potrebbe essere una impresa artigiana)contro una s.p.a.
    grazie mille
    Fabiano

    #400
  3. Antonella

    A proposito di acquisto dal costruttore – Variazione dei prezzi

    Vi sono le variazioni del prezzo nel corso dei lavori, non motivate da richieste di opere aggiuntive da parte dell’acquirente. Possono essere giustificate da una vasta quantità di motivi (per esempio, scioperi del personale, incrementi del prezzo dei materiali, dell’onere delle concessioni, del costo di acquisto del terreno).

    Capita che gli incrementi futuri siano giustificati da voci non previste nel capitolato, ma che evidentemente avrebbero dovuto essere comprese perché il fabbricato sia adatto all’uso. Un esempio tipico è il mancato inserimento nel prezzo proposto degli oneri necessari per l’allacciamento alle utenze o per l’impianto di costose opere di urbanizzazione primarie (per esempio, le fognature).

    Infine, può succedere che il prezzo delle modifiche al capitolato delle finiture richieste dall’acquirente (voglio il parquet invece delle piastrelle, le porte in legno anziché in tamburato) sia di fatto determinato dal costruttore, senza che il consumatore abbia la possibilità di esserne preavvertito. E talora le modifiche divengono indispensabili, dati i materiali scadenti previsti o le finiture approssimative (piastrelle in bagno a un solo metro di altezza, giardini abbandonati a scarico di macerie, solai non coinbentati). A seconda dei casi, ciascuna di queste situazioni potrebbe entrare in conflitto con varie clausole vessatorie o abusive.

    #39

Invia un Commento

Devi fare il login per scrivere un commento.

Diventiamo Amici


Ricambi iPhone